La lingua brasiliana portoghese

lingua portoghese

Seconda solo alla lingua spagnola tra le lingue latine per diffusione, il portoghese è parlato da circa 210 milioni di persone ed è all’ottavo posto tra tutte le lingue al mondo, e al secondo come lingua romanza più parlata. Inoltre è lingua ufficiale sia dell’Unione Europea che del Brasile.

 

Storia del portoghese

La lingua portoghese si iniziò a sviluppare con l’arrivo dei colonizzatori romani nella Penisola Iberica agli inizi del III secolo a.C. Partendo dal latino dei soldati romani, la lingua iniziò a prendere forma e poi a staccarsi dalle altre lingue romanze, soprattutto dopo la caduta dell’Impero Romano e l’invasione dei barbari del V secolo. Le prime testimonianze scritte in questa lingua risalgono al IX secolo; a partire dal XV secolo sarà invece una lingua formata e completa, con una sua copiosa letteratura.

Il latino volgare è la lingua madre di tutte le lingue romanze, dette anche lingue neo-latine. Con l’arrivo dei romani, si diffuse nella Penisola Iberica a partire dal 218 a.C. questa loro lingua. Dal II secolo, la Lusitania fu romanizzata. Strabone, un geografo greco del I secolo, appunta in un suo libro questa nota: “hanno adottato le abitudini romane e non si ricordano oramai della propria lingua”. Pian piano i soldati romani, i mercanti e i colonizzatori si stabilivano in città vicine ai centri urbani, contribuendo a una sempre maggiore diffusione della lingua.

Nel momento in cui l’Impero Romano iniziò a sgretolarsi, tra il 409 e il 711 d.C., ci furono invasioni di popoli differenti di origine germanica. Questi barbari (così venivano chiamati dai Romani), più che altro svevi e visigoti, iniziarono ad assimilare la lingua e la cultura esistenti in questa zona, ma dopo che l’amministrazione romana, e con essa le scuole, cessarono di esistere, l’Europa piombò in un periodo buio lasciando le comunità abbandonate a se stesse e isolate. La penisola iberica quindi non era più uniforme e il latino popolare si sviluppò in modo distinto a seconda delle zone. A causa di questa decadenza si formò la lingua romanza lusitana. Con l’invasione degli arabi, dal 711, venne imposta come lingua amministrativa quella araba, ma il popolo continuò comunque a parlare i vari dialetti romanzi. Dopo la cacciata degli arabi dalla penisola, la loro lingua non lasciò molti segni tangibili nella lingua popolare, restando soprattutto relegata al lessico.

Dal IX secolo arrivano le prime testimonianze del portoghese attraverso documenti amministrativi che contenevano diverse espressioni e frasi latine. Questo portoghese arcaico, parlato tra il IX e il XII secolo, viene detto proto-portoghese.

Sotto il re Alfonso Henriques, nel 1143, il Portogallo divenne indipendente. Nel periodo che va dal XII al XIV secolo, detto periodo portoghese-galiziano, il portoghese antico iniziò a generalizzarsi e a diventare popolare in tutta la penisola come lingua poetica. Fu re Diniz, nel 920, a decidere di eleggere la “lingua portoghese”, che allora veniva ritenuta lingua volgare (latino volgare), come lingua ufficiale e fondò a Lisbona la prima università portoghese (Etudo Geral).

Tra il XIV e il XVI secolo, detto secondo periodo del portoghese antico, la lingua si estese a varie zone di Asia, Africa e America a causa delle scoperte delle nuove terre. Durante il XVI secolo, il portoghese si trasformò in Asia e Africa in una lingua franca usata, oltre che dalle amministrazioni delle colonie, anche per il commercio e per comunicare con gli uffici locali e con gli europei di varie nazionalità. Il suo espandersi in ogni zona del mondo si deve anche alle coppie miste – portoghesi con indigeni – che si univano in matrimonio e ai missionari cattolici, che in molte zone asiatiche si chiamavano "Cristão" (cristiani), a cui questa lingua veniva associata. Fino al XIX secolo la lingua in queste zone continuò ad essere diffusa.
Nonostante la loro separazione dal Portogallo, alcune comunità cristiane presenti in India, Malesia, Sri Lanka ed Indonesia, scelsero di mantenere il portoghese come lingua ufficiale. Con il modificarsi nel tempo della lingua, in queste comunità si formarono diverse lingue creolo-portoghesi, alcune delle quali tuttora esistenti, nonostante i vari secoli di isolamento. Anche nella lingua Tetum, parlata a Timor Est, si sono riscontrate parole provenienti dal portoghese. Parole derivanti dal portoghese sono inoltre presenti nel lessico di lingue come il giapponese, il malese, l'indonesiano e lo swahili.

Con la pubblicazione, nel 1516, del Cancioneiro Geral di Garcia de Resende si fa coincidere la morte del portoghese antico. Dal XVI secolo fino ad oggi, nel periodo del portoghese moderno, si ha un progressivo aumento di parole provenienti dal latino classico e dal greco, le ultime delle quali adottate durante il Rinascimento, che contribuirono ad aumentare la difficoltà della lingua.

 

Portoghese europeo e brasiliano a confronto
Il portoghese che si parla in Portogallo, detto continentale, proviene dal latino; è infatti derivato dall’occupazione romana della penisola iberica durata più di 500 anni.

Il tipo di portoghese che prese forma in Brasile si originò dopo la colonizzazione da parte del Portogallo durante il ‘500. Il suo utilizzo effettivo iniziò però solo dopo che i gesuiti vennero espulsi nel 1759.

Ai giorni nostri esistono in Brasile circa 200 dialetti: 170 sono lingue autoctone che i popoli indigeni usano, mentre i rimanenti 30 dialetti, detti alloctoni, sono quelli usati dalle comunità con discendenza europea. Dato che il brasiliano non è una lingua vera e propria, si è adottato il portoghese come lingua ufficiale.

Le importanti differenze esistenti tra i due tipi di portoghese, quello europeo e quello brasiliano, derivano dalle diverse vicissitudini storiche vissute dai due contesti. Le differenze sono nel lessico, nella fonetica, nella sintassi, nell’uso dei tempi verbali e nello spelling.

Il portoghese brasiliano, per quanto riguarda i termini lessicali, risente della forte influenza delle lingue amerindie, che fin dal XIX secolo venivano parlate in determinate zone brasiliane: per esempio in portoghese europeo si usa la parola “ananas”, mentre in quello brasiliano diventa “abacaxi” (pronunciato abacascì).

Vi sono inoltre, nel portoghese brasiliano, forti influenze di lingua africana portate dagli schiavi provenienti dall’Africa.

Per quanto riguarda il lessico, si notano differenze soprattutto nei testi tecnici. Sono infatti entrati a far parte del portoghese brasiliano, anche per il fatto di un’espansione delle importazioni dagli Stati Uniti, di molti termini tecnici inglesi-americani, quali software, mouse e site, i quali sono sovente tradotti nel portoghese europeo come logicial, rato e sitio.

Nella grammatica si hanno delle differenze per quanto riguarda l’uso dei verbi. Ad esempio nel presente progressivo, il portoghese europeo adotta l’infinito, mentre quello brasiliano il gerundio. La frase estou a trabalhar in brasiliano diviene estou trabalhando. Altre differenze si hanno nella posizione dei pronomi complemento: vengono usati prima del verbo nel portoghese brasiliano al contrario di come si usa in quello europeo: così se in Europa si dice Alguém disse-me, in Brasile si dice Alguém me disse.

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