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Non è possibile costringere in una definizione unica i molteplici aspetti che un paese come il Brasile offre ai suoi visitatori. Le immagini per le quali il Brasile è conosciuto in tutto il mondo (il Carnevale di Rio, la foresta amazzonica, le favelas, le spiaggie, per citarne solo alcune), non sono altro che ritagli di una realtà ben più complessa, briciole incoerenti di un paese pieno di contraddizioni, che non bastano per coglierne l’essenza e darne un profilo preciso. L’immensa estensione territoriale si riflette necessariamente in una eterogeneità e in una ricchezza di climi, ambienti, patrimonio vegetativo e possibilità insediative, che hanno fatto di questo paese la terra dei sogni agognata da molti. Una terra promessa che ha fatto credere, sognare, soffrire anche molti Italiani, alla ricerca di una ricchezza sperata ed evocata.Risulta estremamente difficile descrivere un Paese dalle mille sfaccettature, con oltre 190 milioni di abitanti ed una serie inimmaginabile di primati. Anzitutto rimane ancora un enigma la sua posizione economica.

citta brasile rio janeiroNon è chiaro se il Brasile sia un paese del Terzo Mondo, un paese in via di sviluppo, un paese industrializzato o un paese post-industriale. Il Brasile è in realtà un po’ di tutto questo, un miscuglio di realtà contraddittorie che ne rende impossibile un inquadramento nitido e preciso. Sono terzo mondo le sue angoscianti periferie urbane, i suoi bambini di strada (meninos de rua) dalla vita fatiscente, la vastità di aree forestali date in concessione e spazzate via ogni giorno per chilometri quadri, i piccoli appezzamenti coltivati dai “senza terra” (sem terra) ovunque sia possibile non urtare contro interessi più forti, i conflitti politici e sociali che mantengono incolmabile il divario tra ceti e razze, le lande dell'altopiano bruciate, 
bambini strada brasileinaridite e sfruttate come coltivazioni di caffè. Si sta sviluppando il Brasile che ha attraversato, superandola, la transizione demografica, il Brasile che rende più forti le vie di comunicazione, esporta prodotti locali e minerali, disciplina le questioni territoriali e instaura contratti commerciali con innumerevoli nazioni. È un Paese moderno e industrializzato, un vero e proprio “gigante industriale”, il Brasile produttore di ferro e di acciaio, il Brasile dalle metropoli milionarie disseminate di grattacieli, il Brasile che si classifica come primo costruttore di automobili in America dopo gli Stati Uniti. È post-industriale il Brasile dei satelliti, dell'informatizzazione e della finanza globale, quello delle telecomunicazioni, delle biotecnologie, delle università e dei grandi centri di ricerca, ed infine quello di Brasília, la città-utopia pianificata e realizzata secondo gli standard urbanistici più moderni.

brasile contrastiTutto dipende da quale prospettiva si guarda il Paese. Un colosso come il Brasile garantisce ai suoi abitanti mediamente 5000 dollari di reddito annuo pro capite. Ed è poco, soprattutto per chi abita (otto Brasiliani su dieci) nelle città e nelle località industrializzate o postindustriali del Paese, dove prezzi e consumi sono comparabili a quelli europei e nordamericani. Il divario tra ceti ricchi e poveri è inoltre tale che, nella realtà, la maggior parte degli abitanti gode di un reddito assai inferiore a quello medio. Un reddito che, anche se rapportato al potere d’acquisto, risulta davvero basso raggiungendo i 6500 dollari in media pro capite. Un reddito del tutto insufficiente per vivere abbastanza a lungo, considerando un’aspettativa di vita di 66 anni. Data la sua immensità e le sue innumerevoli contraddizioni interne, una potenza come il Brasile non è in grado di controllare efficacemente tutto il territorio, così come non è in grado di controllare e riequilibrare le condizioni di sviluppo delle varie regioni, specie di quelle più interne, risucchiate ciclicamente nel vortice di qualche nuovo boom economico, e quindi abbandonate a se stesse una volta che la risorsa è esaurita. Pur rappresentando una sorta di “faro” per il Sud del mondo, non bisogna dimenticare che in Brasile i “nativi” non dispongono più di una terra propria, né sono in grado di contrastare, da soli, lo strapotere delle grandi compagnie forestali, dei coloni abusivi o dei cercatori di ricchezza. Ed è proprio questo l’aspetto più amaro del sottosviluppo, dove miseria e ingiustizia intrappolano gli abitanti senza far loro intravedere all’orizzonte segni di un cambiamento concreto.

vecchio tram rio de janeiroE’ stato affermato che il Brasile è una sorta di "eterna promessa", costantemente disattesa all'ultimo momento. Da qualche anno, tuttavia, il Paese sembra aver imboccato una strada nuova, diversa dal passato, o, più semplicemente, sembra aver raggiunto quelle condizioni di stabilità che gli consentono di promuovere e sostenere in maniera più efficace il suo tradizionale modello di sviluppo. Si sta infatti assistendo ad un lento ma progressivo incremento dei redditi e ad un coinvolgimento di una fascia di popolazione sempre più ampia nei meccanismi della società civile. Si assiste inoltre ad un rafforzamento delle relazioni tra le varie regioni del Paese, ben oltre la tradizionale tendenza alle migrazioni da una parte all’altra del territorio nazionale, fenomeno che da sempre ha contraddistinto la storia del Brasile. Lo sviluppo di nuove reti di comunicazione, elemento essenziale per agevolare la crescita delle aree più periferiche, ma al tempo stesso strumento subdolo che asseconda lo sfruttamento sregolato dell’Amazzonia e minaccia la sopravvivenza delle popolazioni che da sempre abitano la foresta, ha reso possibile la valorizzazione di zone remote, un tempo irraggiungibili, e soprattutto ha concorso all’unificazione del Paese, ormai non più “arcipelago” di isole incapaci di interagire l’un con l’altra. La crescita equilibrata della popolazione, compatibile con la crescita economica degli ultimi anni, ha reso possibile una forte espansione del mercato interno, nonché lo sviluppo di economie di scala competitive che potrebbero rappresentare il trampolino di lancio per la conquista di nuovi mercati più ampi, a livello sia regionale che mondiale. sviluppo urbano brasileLa ricerca di un benessere condiviso ha inoltre portato il Brasile a volgere l’attenzione all’esterno, trasformando la storica contrapposizione con i vicini in una forma di cooperazione concreta e solidale, di cui di cui il MERCOSUR è indubbiamente l'espressione più riuscita: uno strumento di integrazione ancora giovane, ma senza dubbio efficace, che nel volgere di pochi anni ha permesso di triplicare o quadruplicare l’interscambio soprattutto con l’Argentina ed ha concorso alla definizione di indirizzi comuni anche in campi diversi dall'economia. La forte consapevolezza della propria identità nazionale e l’esistenza di una cultura ricca e unitaria, nonostante il sovrapporsi di popoli e civiltà diverse nella storia del Brasile, rappresentano un ulteriore elemento determinante nel delineare un futuro di successo per il Paese, nella crescente prospettiva di una globalizzazione che sempre più tende ad insidiare le identità nazionali più deboli.

crescita brasileI problemi più seri sono, in definitiva, quelli interni al Paese, la cui soluzione dipende più dalla volontà di risolverli, che dalle attuali condizioni del contesto. In gran parte l’ostacolo – di ordine geografico, economico e sociale - risiede nel conflitto tra la brama di sfruttare al massimo le risorse vitali e la necessità di conservarle il più a lungo possibile, tra il bisogno di affermare la predominanza delle regioni meridionali, più ricche, e quello di far arrivare il benessere nelle zone dove questo non è mai arrivato. Una volta rimossi gli ostacoli più vincolanti ed annullate le barriere più costrittive, il Brasile potrebbe conoscere una crescita sempre più rapida, costante e diffusa, affacciandosi sullo scenario mondiale come nazione di forte influenza, sia in campo economico, che in campo politico e culturale, date le sue enormi risorse e potenzialità. Addirittura, per alcuni versi, costituisce un modello, un paese di riferimento; ad esempio per la capacità con cui ha saputo integrare tra loro i numerosi gruppi etnici, rivelando in questo un’abilità che molti altri paesi, ugualmente contraddistinti da una popolazione multietnica e talora economicamente più avanzati, non hanno saputo dimostrare, rimanendo ancora caratterizzati da forti divari culturali. Tra i tanti problemi, i brasiliani sembrano però avere quella marcia in più, perché affrontano la vita con un entusiasmo e una passione incredibili, anche nelle situazioni più difficili.

 

Dipende tutto da quale prospettiva si guarda il Paese. Il Brasile è sì un paese che forse deve ancora imparare molto, ma è pur sempre un paese che può fare da esempio per coloro che non credono agli stereotipi.

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